Non è sempre vero che il caffè più costoso sia il migliore, ma nel caso del caffè Arabica, anche prescindendo da mere logiche commerciali, la qualità ha un suo costo che è necessario onorare per avere il giusto ritorno in termini di piacevolezza del gusto percepito.

Per suscitare un gradimento che vada oltre la semplice abitudine, il caffè deve soddisfare i nostri sensi, coinvolgendoli e avvolgendoli con il profumo, il gusto, l’aroma, il retrogusto e la sensazione che lascia in bocca.

Per intercettare i gusti dei consumatori, le aziende produttrici di caffè si ingegnano di continuo nella creazione di miscele che in varia misura uniscono, in maniera più o meno sfumata, le caratteristiche delle varie specie, offrendo prodotti che sono in grado di incontrare i vari gusti e le molteplici sensibilità dei consumatori medesimi.

Come si consuma il caffè in Italia

Si può tranquillamente affermare che, salvo una nicchia minimale del 3%, praticamente la totalità degli italiani consuma caffè.

La media nazionale pro-capite è di circa quattro caffè al giorno, dei quali due presi a casa, uno al bar e uno sul posto di lavoro.

È interessante rilevare che in prevalenza viene preferito il classico espresso, nella versione “lunga” o “ristretta”, macchiato o marocchino, preparato con la “moka”.

Ovviamente fa eccezione l’area centromeridionale di influenza partenopea, dove, soprattutto a livello casalingo, ha una sua consolidata tradizione, addirittura letteraria, la preparazione con la caffettiera cosiddetta “napoletana”, che costituisce un vero e proprio rito da iniziati.

Di norma si predilige il caffè già macinato incalzato dall’uso del caffè in capsule che, grazie alle specifiche macchine ad uso domestico, consentono un risparmio di tempo e simulano la sensazione di gustare il classico espresso da bar.

Ma i puristi e i veri intenditori si rivolgono ancora all’utilizzo del caffè in grani, necessariamente macinato al momento al fine di mantenerne inalterate le caratteristiche di qualità e il complesso aromatico: anche in questo caso, che si adoperi la moka o la “napoletana”, il procedimento assume una connotazione mistica che, prepara e predispone al momento conclusivo, quasi catartico, della degustazione nella indispensabile e iconica tazzina.

Questo ritorno alle origini sta trovando un suo spazio significativo al punto che sono state messe in commercio delle macchine superautomatiche di uso casalingo che, inserito il caffè in grani, provvedono a macinarlo e a “fare” il caffè nella modalità desiderata dall’utente.

Perché in Italia si diffonde sempre di più la qualità di caffè “Arabica”

Quanto appena detto è il sintomo di una ricerca del miglioramento della propria vita, che passa anche dall’applicazione del concetto di “qualità” esteso alle piccole cose e ai piaceri della vita.

Il consumatore italiano, salvo i casi di vera e propria dipendenza, in buona parte delle sue preferenze, esprime una predisposizione al bello, al piacevole, al gradevole e, negli ultimi anni, sta maturando anche un’attenzione salutista che limita gli eccessi compulsivi a favore della capacità di scelta e della qualità.

Ciò avviene nel campo della moda come in quello del cibo, e il caffè, che costituisce un pilastro portante della giornata e ne scandisce proprio i tempi, è un vero e proprio piacere, un’isola di relax irrinunciabile.

Cosicché, le indagini di mercato delle aziende hanno rilevato che il gusto degli italiani si orienta preferibilmente verso le tostature medie, con una percentuale di caffeina non troppo elevata.

Considerando che la qualità Arabica ha un contenuto di caffeina pari alla metà circa della qualità Robusta, si è verificato che la scelta si dirige prevalentemente verso caffè composto al 100% di Arabica o verso miscele composte da Arabica 80% e da Robusta 20% che, pertanto, contribuisce solamente a dare una particolare nota di carattere senza rovinare o alterare eccessivamente le caratteristiche dell’Arabica medesima.

La predilezione verso l’Arabica denota una scelta consapevole, in cui il costo più elevato è compensato ampiamente dalla gratificazione di gustare un buon caffè.

Quante volte la scelta del bar in cui andare è determinata dal fatto che vi si faccia o meno un buon caffè!

Se vogliamo comprendere ancora meglio il perché della posizione dominante della qualità di caffè Arabica in Italia, basti considerare che le donne la prediligono in assoluto, mentre una parte degli uomini propende per un gusto più deciso ottenuto dalla miscelazione delle due qualità per cui, soprattutto nel centro-sud, si ha una maggiore attenzione per un caffè dall’aroma più amaro, ruvido e corposo, tipico delle miscele più ricche di Robusta.

Il crescente consumo della qualità di caffè Arabica da parte degli italiani è, tra l’altro, in controtendenza con quanto sta accadendo sul mercato mondiale dove, come spesso accade, scelte puramente commerciali stanno spingendo verso la coltivazione della specie “Robusta” che, essendo più resistente, meno impegnativa e con più alta redditività della coltivazione, consente maggiori profitti e meno investimenti.

Ma poiché, per fortuna, siamo italiani, amiamo vivere bene e viviamo nel paese più bello del mondo, se volete dedicarvi un momento di piacevolezza duraturo che vi predisponga positivamente alla vostra giornata, non potete che scegliere un caffè Arabica perché, come disse qualcuno al termine di un famoso film, “domani è un altro giorno”.

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